Il calcolo delle settimane di gravidanza parte dal 1º giorno dell’ultima mestruazione e questo perché non si può avere l’assoluta certezza sulla data del concepimento.
Quindi per la DPP (data presunta del parto) si contano 280 giorni (40 settimane) + 15 giorni circa.
7ª – 8ª settimana
La prima visita ostetrica e la prima ecografia sono consigliate dopo 7-8 settimane dalla data dell’ultima mestruazione.
Durante la prima visita, l’ostetrica/o e/o il/la ginecologo/a prende in carico la donna o la coppia, programma il percorso della gravidanza e fornisce le risposte a dubbi e domande.
La prima ecografia è utile a confermare la presenza e il numero degli embrioni nell’utero e a definire la datazione effettiva. Effettuare la prima ecografia prima della 7° settimana può apparire rassicurante per i futuri genitori, ma poiché l’embrione è ancora molto piccolo, l’esame ha spesso un esito incerto che comunque necessita di una conferma nelle settimane successive.
10ª – 13ª settimana
La Translucenza nucale (TN) è un esame che viene effettuato in 2 step: prelievo alla futura mamma + ecografia alla nuca del feto per individuare una raccolta di liquido che tutti i feti hanno, ma che in caso di malattie cromosomiche appare ingrossata, e altre strutture.
L’esito dell’esame è dato dalla combinazione statistica dei risultati dell’esame del sangue e ecografia con l’età materna. Questo screening viene scelto dalle donne o dalle coppie che vogliono conoscere il rischio personalizzato di sindrome di Down, trisomia 13 e 18.
Non è un esame diagnostico
19ª – 22ª settimana
L’ecografia del 2º trimestre è quella che viene chiamata più comunemente Morfologica.
Questa visita serve al medico per studiare la morfologia del feto ed escludere eventuali malformazioni congenite visibili. Soprattutto in questo caso è bene non anticipare la visita, potrebbe compromettere il risultato dell’esame stesso e non far osservare tutte le strutture che rassicurano sullo sviluppo fetale.
30ª – 32ª settimana
L’ecografia di accrescimento serve per controllare la crescita del feto, la quantità di liquido amniotico e la posizione del bambino (cefalica o podalica).
35ª – 36ª settimana
Prima del parto è raccomandato un tampone vagino-rettale per individuare la presenza di un microorganismo molto diffuso (generalmente innocuo e asintomatico) che può diventare pericoloso se infetta il bambino al momento del parto.
In caso di presenza di streptococco nel canale del parto il medico non prescrive alla mamma una terapia durante la gravidanza, ma effettuerà una terapia antibiotica durante il travaglio per eliminare il rischio di trasmissione al bambino.
39ª settimana in poi…
I controlli a termine prevedono ecografia, se necessaria, per valutare flussimetria e benessere fetale, visita ostetrica per valutare la cervice e il tracciato cardiotocografico (CTG).
Se alla 41ª settimana di gestazione non è ancora avvenuto il parto, viene fissata la data per l’induzione del parto o il TC (taglio cesareo).
Anche se, in alcuni casi, se la gravidanza procede bene si può arrivare fino a 42 settimane.